• Registrazione
Promozione Umana  //  Osservatorio delle Povertà e delle Risorse
seo
joomla templates

 20100408 Centro ascolto d0

La Caritas Italiana e la Fondazione Zancan hanno pubblicato il decimo Rapporto sulle Povertà e l’Esclusione Sociale in Italia.
Il titolo è tutt’altro che rincuorante: “In caduta libera”: a due anni dall’inizio della crisi finanziaria e della recessione economica il futuro appare più incerto e molti non se ne rendono conto e molti altri falsificano i dati della situazione.
Dal rapporto emerge che nel biennio 2009-2010 si è registrato un aumento medio del 25% del numero delle persone che si rivolgono al servizio Caritas in tutte le regioni d’Italia (la stessa realtà la registrano nei nostri Centri d’Ascolto e Centri d’Accoglienza Caritas della nostra Provincia). L’esame dei dati relativi ai bisogni conferma l’esistenza di forti problemi di povertà economica, occupazione, sanità e alloggio. Inoltre molti nuovi poveri non sono assistibili economicamente dai servizi sociali, perché nonostante abbiano un tenore di vita molto basso, percepiscono un reddito di “partenza”, spesso la pensione, oppure hanno la proprietà della casa.
Prima di tutto è necessario mettersi in ascolto e in osservazione attenta del territorio per riuscire a progettare e a darsi risposte. Per questo anche la Caritas Diocesana di Ales-Terralba ha creato l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, il Centro d’Ascolto delle Povertà, i Laboratori di promozione e di accompagnamento delle Caritas Parrocchiali: questo per la presa in carico delle storie di povertà e per promuovere consapevolezza presso l’opinione pubblica, la società civile e la comunità ecclesiale.
In seguito alla crisi economica e finanziaria è necessario che le comunità ecclesiali e le Caritas promuovano e realizzino direttamente varie azioni di intervento. La Caritas diocesana di Ales-Terralba in questo ha una lunga tradizione e testimonianza: dai Centri d’ascolto, alle Caritas Parrocchiali, ai Centri d’Accoglienza, alle Comunità Terapeutiche, ai centri Famiglia, al Centro antiusura, al microcredito, al prestito della Numero 44 dal 7 al 14 novembre 2010 speranza, a Policoro.

Questo per rispondere ai bisogni primari ma anche per valorizzare le capacità della comunità ecclesiali per porsi accanto alle storie di vita, di sofferenza, di emarginazione. Soprattutto emerge che non sono individui ma interi nuclei familiari ad essere sommersi dalla povertà. Particolarmente vulnerabili sono le persone appartenenti alla fascia di età di mezzo: separati, divorziati, donne sole con prole, occupati con instabilità lavorative persistenti, licenziati, cassintegrati, famiglie monoreddito, donne con difficoltà ad entrare o rientrare nel mondo del lavoro… ma vi sono situazioni di povertà legate a livelli di spesa eccessivi, non corrispondenti all’entità del reddito familiare: a determinare questo fenomeno contribuiscono il gioco (d’azzardo, lotto, macchinette..) e comportamenti di cattiva gestione
del reddito (finanziarie, carte di credito).
I rapporto evidenzia le trasformazioni e le dinamiche di povertà, incluse le nuove situazioni di impoverimento legate a fattori sociali, culturali, valoriali, psicologici. Da qui emerge che a causa di tale complessità la prospettiva di lavoro e di impegno da parte della Chiesa (italiana, diocesana, parrocchiale) del volontariato e della società civile devono svilupparsi in varie dimensioni.
La Caritas soprattutto dinanzi alle nuove povertà si sente impegnata in una sfida che coinvolga tutte le realtà ecclesiali e civili nella trasmissione di una cultura e di una prassi più attenta ai valori della sobrietà e dell’essenzialità, capace di promuovere responsabilità istituzionali e creare solidarietà diffusa.
I centri d’ascolto, l’ Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, il laboratorio per l’accompagnamento e la promozione delle Caritas Parrocchiali nascono proprio da questa sfida: il superamento
dell’assistenzialismo e la promozione della persona.
Certo senza dimenticare quella rete di opere segno che contrastano significativamente le povertà: questo è il significato delle nostre comunità terapeutiche e d’accoglienza e delle nostre cooperative sociali. Da qui la necessità di un accompagnamento educativo capace di trasmettere una cultura più attenta ai valori dell’essenzialità, ai comportamenti etici. Senza questo le giovani generazioni ma anche le famiglie rischiano duramente la loro capacità di tenuta.
Ed infine bisogna dire che il contrasto della povertà passa necessariamente attraverso l’interazione consapevole con le istituzioni pubbliche ai diversi livelli. La Caritas è chiamata a svolgere funzioni di “advocacy” nei confronti delle istituzioni “dando voce a chi non ha voce”. L’aveva capito Mons. Tedde un giorno bistrattato da un Assessore che lo fece attendere ore prima di riceverlo. Dinanzi all’Assessore disse:

“questo per me, signor Assessore, ma per i poveri della mia diocesi cosa?”. Visti i piani regionali, provinciali e comunali mi sembra che per i
poveri ci sia poca cosa. Noi Caritas attendiamo, portiamo i nostri poveri
nei loro palazzi e attendiamo… Mons. Tedde con pazienza… ma i poveri hanno meno pazienza.

Don Angelo

Torna su