Progetto Pepe Meridiano

16 Giugno 2026

Si tratta di un’importante progetto promosso da Caritas Italiana, finanziato da Impresa Sociale Con i bambini e Banca UniCredit, che coinvolge 5 diocesi italiane, tra le quali la diocesi di Ales-Terralba.

Il progetto nasce dalla consapevolezza dell’urgenza delle problematiche connesse alla povertà dei bambini e alle povertà minorile, che richiedono risposte concrete anche in un orizzonte di futuro per il nostro Paese, prima che si trasformi in una emergenza democratica.

Pensato perciò come “opera segno” per affrontare la povertà educativa in tutte le sue forme, il progetto PEPE intende contribuire a sviluppare sistemi territoriali di contrasto alla povertà minorile, che pongano al centro i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, in un’ottica di comunità “educante” e di welfare generativo. Un’attenzione specifica è dedicata ai NEET, ossia a quei giovani che non studiano, non lavorano né sono in formazione (dall’acronimo inglese di “Not [engaged] in Education, Employment or Training”).

Il progetto si sviluppa in cinque territori ad alta vulnerabilità del Sud Italia e delle Isole, individuati nelle diocesi di:

  • Ales-Terralba (OR)
  • Cassano allo Ionio (CS)
  • Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi (BA)
  • Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo (PZ)
  • Ugento-Santa Maria di Leuca (LE)

Queste aree specifiche si caratterizzano per bassi indici di benessere educativo, alta incidenza di povertà minorile, dispersione scolastica, disoccupazione giovanile e una marcata fragilità delle reti familiari e sociali.

Per rispondere a queste sfide, PEPE Meridiano si fonda su un approccio integrato basato su ascolto, incontro e accompagnamento. Attraverso équipe multidisciplinari e partenariati educativi stabili, il progetto sviluppa interventi personalizzati, percorsi di apprendimento formale e informale, orientamento, sostegno familiare e attivazione comunitaria.

Il modello si propone come un’infrastruttura educativa generativa, con l’obiettivo di rafforzare le competenze, prevenire l’abbandono scolastico e promuovere la coesione sociale in territori con scarse opportunità, contribuendo così alla costruzione di comunità educanti sostenibili e replicabili.

Il progetto propone un modello di azione basato sull’incontro con ragazzi in situazioni di disagio non conclamato in un’ottica di prevenzione, sull’educativa di strada e tra pari, prevede il protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani e la personalizzazione degli interventi di accompagnamento. Il punto di vista è quello di una ricerc-azione, in grado di costruire un lavoro consapevole e che unisce il lavoro sui destinatari a un meta-lavoro di osservazione e evoluzione delle comunità. La metodologia adottata investirà anche sull’engagement di tutti gli attori e sull’esplorazione delle potenzialità inespresse dei territori.

. Il Contesto e i Bisogni Territoriali (La Sfida)

Il progetto PEPE Meridiano nasce per rispondere alla sistematica mancanza di percorsi educativi inclusivi, continui e accessibili in contesti del Sud Italia e delle Isole caratterizzati da elevata povertà educativa e marginalità sociale. Le criticità principali su cui si interviene sono:

  • Isolamento dei minori: Difficoltà scolastiche, fragilità relazionale e scarso accesso ad attività culturali, sportive o laboratoriali.
  • Stallo dei giovani NEET: Assenza di opportunità formative, mancanza di orientamento al lavoro e carenza di spazi per costruire una progettualità personale.
  • Frammentazione dei servizi: Assenza di presìdi comunitari stabili, carenza di coordinamento tra scuola, famiglie e servizi territoriali, e scarsità di interventi di “bassa soglia” capaci di intercettare precocemente le fragilità e i rischi evolutivi.

Il bisogno chiave è quindi la costruzione di una comunità educante strutturata, capace di accompagnare i minori e i giovani nella crescita personale e sociale, valorizzando le risorse locali e generando appartenenza, fiducia e opportunità future.

2. Il Modello di Intervento

Per rispondere a questa complessità, PEPE Meridiano attiva sistemi territoriali integrati di contrasto alla povertà educativa minorile, favorendo l’inclusione sociale e formativa dei soggetti più vulnerabili. Operativo in cinque aree a elevata vulnerabilità, il progetto rigetta logiche assistenziali e si fonda su un approccio pedagogico basato su tre pilastri: ascolto, incontro e accompagnamento.

L’intervento si sostanzia attraverso:

  • Équipe multidisciplinari e partenariati stabili: Un’azione sinergica tra professionisti e attori locali per garantire una presa in carico globale.
  • Percorsi personalizzati: Interventi su misura che integrano apprendimento formale e informale, orientamento e sostegno psicologico/educativo.
  • Sostegno familiare e attivazione comunitaria: Azioni di accompagnamento ai nuclei familiari fragili per ricostruire il tessuto sociale di riferimento.

Il modello si propone come un’infrastruttura educativa generativa: un sistema capace non solo di erogare servizi, ma di rafforzare le competenze dei singoli, prevenire la dispersione scolastica e promuovere la coesione sociale in territori con scarse opportunità.

3. Obiettivo del Progetto

Lo scopo è Strutturare e consolidare un’infrastruttura educativa generativa e comunitaria nei cinque territori target, capace di intercettare precocemente oltre il rischio di esclusione e ridurre la dispersione scolastica. Attraverso l’attivazione di équipe multidisciplinari e patti di collaborazione stabili tra scuola, famiglie e terzo settore, il progetto mira a potenziare le competenze cognitive e relazionali dei minori fragili e reinserire i giovani NEET in percorsi di formazione, orientamento o lavoro, trasformando i contesti locali in comunità educanti sostenibili, coese e replicabili.

Grazie al progetto promosso dalla Caritas Italiana la  Caritas Ales-Terralba sta portando avanti insieme all’ Associazione Vides Auxilium ODV importanti iniziative di contrasto alla povertà educativa

Questo progetto è stato possibile grazie alle donazioni che lo hanno finanziato.
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