Doposcuola di Sardara: un anno di radici e futuro

12 Giugno 2026

Quando abbiamo aperto le porte dell’oratorio San Tarcisio di Sardara per il doposcuola lo scorso novembre, memori delle scorse annualità di servizio, sapevamo dove ci avrebbero portato i 25 bambini e ragazzi tra primaria e secondaria di I grado, qualcuno alla prima esperienza e qualcun altro ormai fedelissimo. Oggi, a chiusura del servizio, possiamo sostenere che ci hanno portato più lontano di quanto immaginassimo.

A Sardara non si fanno “ripetizioni”. Il doposcuola è un servizio del Centro Educativo Diffuso della Caritas di Ales-Terralba, inserito nel progetto Pepe Meridiano, promosso da Caritas Italiana con il sostegno della CEI, Fondazione Con i bambini e UniCredit. Questo progetto è nato con un’idea semplice: ogni bambino ha diritto a crescere in un ambiente che riconosca il suo valore prima dei suoi voti per gli apprendimenti.

I nostri ragazzi arrivano da famiglie diverse, con storie diverse. C’è chi fatica con qualche materia, chi porta a casa il peso di situazioni familiari complesse, chi ha solo bisogno di un posto tranquillo per fare i compiti. Abbiamo quindi messo in circolo ascolto e tempo. Il tempo di capire che dietro un compito non fatto c’è spesso stanchezza, vergogna, o semplicemente il bisogno di essere visti.

Porto via con me un anno ricco di vita, fatto di storie, storie di scontri, di crescita, di impegno, di voglia di esserci, di sfide, di resilienza, di amicizia e solidarietà tra grandi e piccoli. Porto via con me un cammino, fatto di piccoli passi incerti che se condivisi diventano più leggeri! – sostiene Laura Lecca, educatrice del servizio.

Un valore centrale per noi è la corresponsabilità educativa. Non siamo solo educatrici: ci sono le famiglie, che si fidano dell’equipe e condividono la merenda, il parroco don Stefano Mallocci che ci mette a disposizione gli spazi adeguati dell’oratorio, la rete Caritas che ci supporta per ogni necessità. Questo è un po’ l’impegno che abbiamo appoggiato con Pepe Meridiano: ricostruire una rete che non lasci nessuno ai margini. Un bambino non cresce da solo e un territorio che si prende cura dei suoi piccoli diventa più forte.

Quest’anno abbiamo imparato che se ci si prende per mano le salite sono meno faticose, le lacrime sono meno salate, le risate sono più fragorose. Abbiamo visto nascere nuove e inaspettate amicizie che ci hanno fatto capire la bellezza del lasciarsi sorprendere – dichiara Elisabetta Muntoni, educatrice del servizio.

Si sono alternati momenti di studio e divertimento, perché l’apprendimento non è solo cognitivo. È anche saper collaborare, rispettare i turni, sbagliare senza essere giudicati. I ragazzi della secondaria di I grado, che sono con noi dalla primaria, hanno iniziato a dare una mano ai più piccoli. È nata una responsabilità reciproca che non si insegna con una lezione, ma si vive ogni pomeriggio di servizio.

Come educatrice, custodisco con gratitudine i sorrisi e le storie, le conquiste, le sfide affrontate insieme e i tanti momenti di crescita condivisi che hanno reso quest’anno un’esperienza ricca e preziosa – conclude Claudia Fenu, educatrice del servizio.

Il doposcuola si è chiuso con la scuola, ma il lavoro non si ferma. Ci prepariamo a costruire la consueta proposta educativa estiva del campus che si terrà a Marina di Arborea dal 28 luglio al 3 agosto!

Chiara Laino, coordinatrice del doposcuola