Prende vita l'accordo formale tra Diocesi, istituzioni scolastiche, realtà culturali e comuni per creare rete e lavorare insieme contro la dispersione scolastica
Il 14 maggio 2026 è stato sottoscritto a San Gavino Monreale il Patto Educativo di Comunità, un accordo che mette in rete istituzioni, scuola, Chiesa e realtà culturali del territorio con l’obiettivo di rafforzare il benessere e la crescita delle giovani generazioni.
Hannno firmato il Patto: Stefano Altea, sindaco di Comune di San Gavino Monreale, Giorgio Zucca, sindaco di Comune di Sardara, Mons. Roberto Carboni, Diocesi di Ales-Terralba, Susanna Onnis, dirigente scolastica dell’I.C. “Eleonora d’Arborea”, Maria Rita Aru, dirigente scolastica, I.I.S. “Marconi-Lussu”, don Marco Statzu, direttore dell’Istituto di Scienze Religiose “Mons. G. M. Pilo”, Giuseppe De Fanti, Presidente della Provincia del Medio Campidano – Sistema Bibliotecario Monte Linas, Suor Maria Serena, direttrice della Scuola dell’Infanzia Paritaria “Cenacolo”.
“Oggi”, ha detto don Marco Statzu, dopo aver accolto e ringraziato i presenti, “mettiamo nero su bianco una collaborazione che vuole essere anche uno stimolo per ciascuno di noi e per le istituzioni che rappresentiamo: a mettere ancora una volta al centro i giovani, in particolare i minori, per farli crescere in un ambiente sano, per far radicare in loro i valori della giustizia, dell’onestà, dell’impegno, della solidarietà, dell’attenzione a sé stessi e al prossimo”.
E ha aggiunto: “Mettere una firma non è solo un gesto formale, ma un impegno che vogliamo prenderci di costruire il futuro non solo per i giovani, ma con i giovani, i bambini e i ragazzi”.
Il Patto nasce dalla consapevolezza che l’educazione non possa essere affidata esclusivamente alla scuola, ma debba coinvolgere in modo attivo famiglie, istituzioni, associazioni e comunità locali.
L’obiettivo condiviso è quello di creare una rete stabile capace di contrastare la povertà educativa, la dispersione scolastica e il disagio giovanile, promuovendo allo stesso tempo percorsi di crescita personale, culturale e sociale.
Tra le finalità principali del protocollo figurano il rafforzamento delle competenze cognitive e relazionali dei minori, il miglioramento del dialogo tra scuola, famiglia e territorio e il sostegno alla genitorialità. Grande attenzione viene riservata anche allo sviluppo delle cosiddette life skills, come autonomia, resilienza e capacità relazionali.
La Diocesi di Ales-Terralba, attraverso i propri servizi pastorali e la Caritas diocesana, si impegna a proseguire le attività educative rivolte ai giovani, offrendo servizi pomeridiani di supporto scolastico, percorsi di ascolto, orientamento e sostegno alle famiglie. Ci sono poi le attività del Servizio diocesano di Pastorale giovanile e vocazionale che da decenni sono volte a sostenere la crescita dei minori, ad accompagnarli nelle scelte di vita, a far fare loro percorsi di educazione, di arte, di bellezza. Così come la diocesi da decenni è dentro il Progetto Policoro, per costruire insieme con i giovani prospettive lavorative.
In questi anni poi c’è stata la nascita del Servizio Diocesano di Tutela Minori per andare incontro alle ferite dei più piccoli e dei più fragili.
I Comuni di San Gavino Monreale e Sardara metteranno invece a disposizione spazi e strumenti per favorire l’integrazione tra servizi sociali, educativi e scolastici.
Le scuole coinvolte collaboreranno nell’individuazione dei bisogni educativi degli studenti, nella progettazione di percorsi formativi e nel coinvolgimento attivo delle famiglie. Un ruolo importante sarà svolto anche dall’Istituto di Scienze Religiose “Monsignor Giuseppe Maria Pilo” e dal Sistema Bibliotecario Monte Linas, che offriranno attività culturali, laboratori, incontri formativi, spazi di studio e accesso alle risorse digitali.
Tra le azioni condivise previste dal Patto figurano laboratori per il potenziamento delle competenze cognitive, attività esperienziali e laboratoriali, percorsi di educazione alla cittadinanza attiva e incontri tra scuola, famiglie e territorio. Saranno inoltre organizzati eventi pubblici per condividere i risultati raggiunti e rafforzare il senso di comunità.
Gli obiettivi attesi riguardano non solo il miglioramento del rendimento scolastico e della partecipazione delle famiglie, ma anche la crescita dell’autostima, della motivazione e delle competenze relazionali dei ragazzi. Il Patto Educativo di Comunità rappresenta così un importante investimento sul futuro del territorio, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e sulla centralità dei giovani.
Per la Caritas diocesana di Ales-Terralba questa tappa importante, da tempo attesa, offrirà nuovi strumenti per lavorare in rete contro la povertà educativa
Lo facciamo grazie al progetto 𝐏𝐞𝐩𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 promosso da Caritas Italiana, in cinque aree del Sud Italia e delle isole
Il progetto è finanziato da Impresa Sociale con i Bambini, Banca Unicredit




