La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo e invita tutte le comunità ecclesiali a chiedere al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso. In particolare perché «si apra presto un cammino di pace stabile e duratura» e perché «quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio».
la CEI si unisce alle intenzioni di Papa Leone e invita tutti a guardare all’unico in grado di incarnare una vera speranza di pace.
La presidenza della CEI ribadisce, ancora una volta, che «la guerra non è e non può mai essere la risposta;
che la logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte della diplomazia; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune».
«Il grido delle vittime- ricordano i vescovi-giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente: le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno più forte di preghiera, solidarietà e prossimità».
Papa Leone XIV ha detto all’Angelus l’1 marzo: «La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile!».
E domenica 8 marzo ha così invitato: «eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza».
In questo drammatico momento, come affermato nella nota Educare a una pace disarmata e disarmante, “il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato”. Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana.”
Videomessaggio “Prega con il Papa” – Marzo: Per il disarmo e la pace (5 marzo 2026)