Giubileo amministratori locali, presentata l’indagine su Edilizia Residenziale Pubblica

6 Dicembre 2025

Ad Ales oggi momenti di riflessione, confronto e preghiera per il Giubileo degli amministratori locali. Nel Cine Teatro San Luigi ad Ales, dopo i saluti del sindaco Francesco Mereu la parola al vescovo di Ales-Terralba mons. Roberto Carboni che ha sottolineato le difficoltà di questo territorio, dalla “mancanza di lavoro, allo spopolamento, alla fatica di dare un cambio di rotta alla fuga dei giovani, o di trovare soluzioni che sostengano le aree interne già debilitate”. Il vescovo tiene a precisare che “l’incontro vuole essere il tentativo di creare una rete. Ciascun Comune- sottolinea- conosce la situazione dei propri concittadini e sa che vi sono situazioni di povertà, indigenza e bisogno. Oggi siamo chiamati ad ascoltare quelle voci perché essere sordi a queste necessità comporta squilibri sociali che generano ingiustizia”.

Subito dopo si è svolta la presentazione dell’indagine “Una strada per casa” sulla Edilizia Residenziale Pubblica realizzata dalla Caritas diocesana di Ales-Terralba in collaborazione con la Fondazione Santa Mariaquas e l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro. Un lavoro inserito nel più ampio progetto “Una strada per casa”, finanziato dalla Caritas Italiana con i fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica

L’indagine offre uno strumento che mancava: un’approfondita conoscenza e mappatura del patrimonio di case popolari, presenti in diocesi, ottenuta attraverso un riordino di dati dei Comuni, incrociati con i dati Area e con altri contributi raccolti da dati Istat e ricerche giornalistiche e sociali. Finora non si è mai avuta in diocesi una raccolta del genere. Ma è anche e soprattutto una ricerca che approfondisce il tema del diritto all’abitazione come sfida del welfare sociale.


Come emerge dalle pagine della ricerca, il numero di alloggi popolari nei Comuni della diocesi, pari a 1500, è insufficiente per accogliere le richieste. Le domande superano infinitamente l’offerta.

Inoltre è preoccupante il tempo lento dei bandi per l’assegnazione delle abitazioni ( la cadenza media è quasi decennale). Ci sono poi difficoltà a favorire un ricambio di persone negli alloggi, anche quando viene a decadere il diritto all’alloggio. Se poi si pensa alle difficoltà delle famiglie a trovare un posto dove stare, quando ci trova davanti a uno sfratto esecutivo, affitti insostenibili, abitazioni che non vengono nemmeno affittate e restano chiuse, si capisce ancora di più quanto sia urgente assumere decisioni a livello politico conseguenti al diritto all’abitazione.

Dagli ascolti nei 13 Centri d’ Ascolto della diocesi emerge un altro dato preoccupante: circa il 50 per cento delle persone in difficoltà economica si trova anche in emergenza abitativa. Non ha una casa dove vivere, non riesce a pagare l’affitto, non ha le disponibilità finanziare per effettuare interventi urgenti di manutenzione, non trova una casa in affitto, oppure non vive in una casa idonea dal punto di vista igienico- sanitario.

L’indagine “Una strada per casa” scatta una fotografia realistica del legame tra fragilità economica e bisogno abitativo evidenziando il ruolo dell’ERP come strumento essenziale di welfare nei tre ambiti Plus della Diocesi.


La ricerca presentata in occasione del Giubileo degli amministratori ha come fine quello di guardare alla casa non solo come mura, ma come spazio di dignità e comunità favorendo poi l’integrazione del tema casa con altri servizi per la cittadinanza.

“Nei 39 Comuni della nostra Diocesi la situazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica è in evoluzione: pur nelle differenze si riscontra un generale impegno di miglioramento, ma ancora molto resta da fare per tutti coloro che fanno fatica a trovare un’abitazione dignitosa per sé e per la propria famiglia: la questione non può essere declassata soltanto a un problema immobiliare!
Occorre sviluppare la creatività, tessere alleanze tra pubblico e privati, perché dimore chiuse e sfitte possano aprirsi a canoni concordati per coloro che fanno fatica a trovare una casa o non rientrano nelle graduatorie delle case popolari: del resto, nei nostri Comuni i nuclei familiari sotto la soglia minima di 15.000 euro di reddito vanno dal 30 al 50%: un dato enorme che indica un diffuso problema di povertà.
Da un lato sentiamo inesorabile il problema dello spopolamento, ma dall’altro facciamo fatica a cercare soluzioni praticabili e umane per affrontarlo. L’augurio è che da questa preziosa indagine, per la quale ringraziamo Giulia Figus e Matteo Argiolas, e tutti gli Enti e funzionari e impiegati comunali e di AREA che hanno collaborato, possa nascere non solo una nuova consapevolezza, ma anche la ricerca di nuove strategie e sinergie per affrontare la questione abitativa e dare risposte valide, concrete, incentrate sul bene comune e sulla dignità della persona umana, specialmente di chi è più fragile all’interno delle nostre comunità”, afferma il direttore della Caritas diocesana di Ales-Terralba e dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro.